MISSION

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Il progetto Teca House nasce con l’intento di creare nuove possibilità di relazione con il nostro territorio biellese e per il nostro territorio. Un punto di partenza e di arrivo per un pubblico eterogeneo, un contenitore di cultura, bellezza e armonia. Un punto di riferimento visivo che diventa un’opportunità per creare interazione e condivisioni“.

Alberto Savio

 

STORY

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“Ogni grande progetto nasce  dall’incontro di pensieri”.

Alberto Savio


“QUANDO HO ACQUISTATO IL PICCOLO RUDERE E IL TERRENO IN CUI ORA SORGE TECA HOUSE, NON AVEVO IDEA DI COSA SAREBBE POTUTO DIVENTARE. IL CONFRONTO CON FEDERICO DELROSSO, A CUI MI LEGA UN SINCERO RAPPORTO PROFESSIONALE E DI AMICIZIA, LA SUA VISIONE DELL’ARCHITETTURA E DEL RUOLO CHE ESSA PUÒ E DEVE AVERE, MI HA AFFASCINATO E PERSUASO CIRCA L’OPPORTUNITÀ CHE QUESTO LUOGO MI STAVA OFFRENDO: POTER LASCIARE UN SEGNO CHE RIMANESSE AL DI LÀ DEL  TEMPO MIO E DELLA MIA FAMIGLIA. CON QUESTA CONSAPEVOLEZZA HO ACCOLTO LE PROPOSTE PROGETTUALI. È STATA UNA SFIDA ACCOMPAGNARE IL PROCESSO CREATIVO DI FEDERICO: DIETRO OGNI DETTAGLIO CI SONO DISEGNI, PENSIERI, SOLUZIONI SCARTATE IN FAVORE DI CIÒ CHE POI SI È REALIZZATO. UN APPROCCIO CORRETTO, ONESTO E DI BUON SENSO. UN’ATTENZIONE ASSOLUTA AL PAESAGGIO, AGLI SPAZI, AI MATERIALI E ALLE FINITURE. UN SEGNO DIVENTATO UN SOGNO”.

 

PROJECT

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«In ogni progetto ci sono elementi fondamentali che lo rendono riconoscibile e coerente ad un pensiero, spesso funzionale per chi lo vive, sia visivamente che nel modo in cui esso viene fruito, ma ciò che rende speciale una Architettura, non è il progetto fine a se stesso, ma quell’alchimia che si genera tra lo spazio costruito, l’ambiente e l’uomo”.

Federico Delrosso


IL PROGETTO “TECA HOUSE” HA LO SCOPO DI RECUPERARE UN PICCOLO FABBRICATO RUSTICO SULLE COLLINE BIELLESI E SI BASA SU UN INTERVENTO DI INVERSIONE COMPOSITIVA, CHE PORTA ALL’ESTERNO, SMATERIALIZZANDOLO, UN PICCOLO VOLUME RUSTICO PREESISTENTE DANDO VITA AD UNA NUOVA FUNZIONE SUL TERRITORIO. DALLE “RADICI” DI UN PASSATO AGRICOLO, ORMAI IN DISUSO, DI CUI PERÒ SI MANTENGONO I SEGNI, NASCE UN’OPERA CONTEMPORANEA, RADICATA NEL TERRITORIO ED IN EQUILIBRIO CON ESSO MA PERMEATA DI NUOVE POSSIBILITÀ DI RELAZIONE. IL RAPPORTO TRA PASSATO E PRESENTE E TRA “OPERA” E CONTESTO VIENE BILANCIATO SENZA ALTERARE GLI EQUILIBRI DIMENSIONALI DEL LUOGO ANDANDO ALTRESÌ AD ESALTARNE LA VALENZA AMBIENTALE E DIVENENDO PUNTO DI RIFERIMENTO NON SOLO CULTURALE MA ANCHE VISIVO. L’IMPIANTO MURARIO RURALE DIVENTA IL BASAMENTO, LA CONNESSIONE CON IL TERRITORIO DAL QUALE NASCE IL NUOVO INTERVENTO, LEGGERO E TRASPARENTE: UNA STRUTTURA IN CALCESTRUZZO CHE SI APRE VERSO IL PAESAGGIO CON DUE GRANDI ALI ORIZZONTALI ED UNA PELLE DI VETRO COMPLETAMENTE APRIBILE CHE NE RACCHIUDE IL VOLUME.


“In questo progetto la teca custodisce l’uomo e le sue emozioni. Un punto di vista privilegiato e poetico, una totale immersione in natura, quasi come se il fruitore fosse sospeso nel vuoto. Contestualmente essa lavora in negativo: lo sguardo è infatti rivolto dall’interno all’esterno, ad indicare la centralità dell’essere umano”.